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 27 OBBLIGO DI RIACQUISTO DEL FORNITORE

- In caso di inadempimento dell'utilizzatore, opera l'obbligo assunto dal fornitore di riacquistare il bene concesso in leasing, e così il fornitore è condannato al pagamento del corrispettivo. (Trib. Milano, 12.7.1984).

- Il patto di riacquisto è un negozio costituito da una garanzia atipica a favore del concedente cui è applicabile analogicamente l'art. 1956. (Trib. Milano, 15.7.1985, in Riv. it. Leasing, 1986, 190; Foro pad., 1985, I, 395).

- Quando l'obbligo del fornitore di riacquistare il bene concesso in locazione finanziaria è sottoposto alla condizione che esso torni nella disponibilità del concedente, tale disponibilità deve essere intesa in senso giuridico e non materiale. (Trib. Milano, 28.10.1985, in Riv. it. leasing, 1986, 190).

- Il patto di riacquisto costituisce un'offerta unilaterale irrevocabile di riacquisto. L'obbligo di riacquisto è sottoposto alla condizione che il bene ritorni nella disponibilità giuridica del concedente. (Trib. Milano, 24.4.1986, in Riv. it. leasing, 1986, 769).

- Il patto di riacquisto ha natura di garanzia atipica essendo diretto a trasferire sul venditore originario il rischio derivante al concedente dall'inadempimento dell'utilizzatore al contratto di locazione finanziaria; è pertanto, applicabile in via analogica l'art. 1956 c.c. (App. Milano, 5.12.1986, in Dir. fallim., 1987, II, 79, nota Micelisopo).

- Il patto di riacquisto è una proposta irrevocabile con funzione di garanzia in senso lato; la causa del patto è quella della compravendita, dato che il prezzo del riacquisto è determinato anche con riferimento al valore del bene. (Trib. Monza, 5.10.1987, in Riv. it. Leasing, 1987, 751).

- Il patto di riacquisto ha natura di fideiussione; la scelta del fornitore-garante di acquisire i beni già locati all'utilizzatore inadempiente è un'opzione di acquisto che estingue. In caso di risoluzione del contratto di leasing l'obbligo del fornitore di pagare quanto pattuito non è sottoposto alla condizione che i beni siamo materialmente messi a sua disposizione, poiché al patto di riacquisto non si applicano le norme della compravendita di beni mobili. (App. Torino, 28.6.1988, in Foro it., 1988, I, 3412).

- Il patto di riacquisto inserito in un contratto di locazione finanziaria nel momento in cui viene fatto valere realizza una retrovendita con effetti reali, nella quale colui che riacquista il bene consegue immediatamente la proprietà ed il possesso giuridico della cosa per effetto del semplice consenso, ma non la disponibilità della cosa da parte della società di leasing. (Trib. Milano, 9.5.1988, in Riv. it. leasing, 1988, 712; Foro pad., 1989, I, 110, nota Mavellia).

- Il patto di riacquisto previsto in un contratto di leasing è pienamente valido anche se sottoscritto precedentemente alla formalizzazione del contratto di vendita. E' altresì irrilevante che il bene sia nella materiale disponibilità della società di leasing poiché la disponibilità del bene oggetto del patto di riacquisto va intesa in senso giuridico e non materiale, tenuto conto del ruolo di finanziatrice che la società di leasing in realtà ha e che comporta che una effettiva disponibilità materiale non viene da essa acquisita neanche nella fase iniziale del rapporto di leasing. (Trib. Milano, 15.5.1989, sent. n. 4355).

- Nel contratto di leasing, l'utilizzatore è obbligato verso la società per i canoni relativi al periodo in cui ha goduto del bene ricevuto in leasing, anche se tale bene viene trafugato e sia stata stipulata una polizza assicurativa che copre il valore a nuovo del bene stesso. Infatti, il relativo indennizzo non reintegra la società concedente del danno derivante dall'anticipata risoluzione del contratto, nel quale rientra anche la remunerazione del capitale investito nell'acquisto del bene. Trib. Milano, 15.2.1990.

GIURISPRUDENZA: ALTRI ARGOMENTI

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